For a Fistful of Coins si trova a metà tra il genere gestionale ed il narrativo:
Il giocatore ricopre il ruolo di un'anonima persona che si trova a lavorare dietro ad un bancone per riportare alla gloria una oramai dimessa gilda di mercenari in una piccola cittadina; da dietro la scrivania si accoglieranno tutti coloro che giungeranno alla porta in cerca di un impiego e si cercherà di assegnare ad ognuno di loro una missione adatta alle loro capacità.
L'unica arma del giocatore per mantenere in vita la gilda è il dialogo: ogni giorno si potranno porre un numero molto limitato di domande agli avventori, corrispondenti ai boccali che berremo con loro - nel vero spirito di una taverna medievale; è quindi fondamentale cogliere i dettagli anche nella più banale delle domande: tutto potrebbe essere un indizio su ciò che definisce la persona davanti a noi.
Le decisioni forgeranno il destino della gilda e costruiranno o romperanno i rapporti con i mercenari, finendo persino per influenzare gli eventi esterni. Gli esiti delle missioni saranno consultabili sulla Gazzetta del Sole Nero, un giornale redatto dall'onnipresente ed omonima Gilda, che sarà recapitato tutte le mattine assieme alle richieste d'aiuto giornaliere.
Il giornale costituisce il punto focale per capire l'effetto delle azioni della gilda e ricavarne preziose informazioni sul mondo esterno: il giocatore, infatti, non vivrà mai in prima persona le avventure dei propri mercenari, ma comprenderà tutto dalle parole degli avventori della gilda, costruendo pezzo dopo pezzo l'immagine di un antico regno oramai in rovina.